Gare

L’autunno è arrivato, anzi direi è inoltrato ormai… Voglia di stare al caldo, candele accese, con un buon libro e musica di sottofondo… Macché, non per Aries!!!!

Domenica 25 ottobre 2026 il ciclone arancio-blu é sbarcato in laguna con tutta la sua energia e ha portato i nostri runner a correre la WizzAir Venice Marathon sulle tre distanze 42K, 21K e 10K. Dalle nebbie della pianura veneta, attraverso la laguna, su e giù tra ponti, calli e campielli nella città più bella del mondo, un’esperienza indimenticabile per i nostri atleti. Per alcuni è stato un debutto, per altri l’ennesimo ritorno, un semplice allenamento di routine, un “vediamo come va” o un test in vista di altri traguardi, per tutti una gara unica, fatta di chilometri, passione, impegno e… un po’ di umidità, come a Venezia deve essere!

Ma lasciamo parlare i protagonisti: ecco il contributo del nostro Enzo, che sottolinea l’aspetto agonistico, ma soprattutto lo spirito di gruppo che da sempre caratterizza Aries:

“Venezia, 1:44:44. E tutto quello che un cronometro non racconta. Un’ora, quarantaquattro minuti e quarantaquattro secondi.

Ieri, alla mezza maratona di Venezia, ho fatto il mio record personale. Un tempo che mi rende felice, perché dentro ci sono allenamenti, costanza, fatica e quelle volte in cui uscire a correre richiede uno sforzo ancora prima di mettere le scarpe.

Eppure, ripensando a questi due giorni, il cronometro è soltanto una parte di quello che mi porto a casa e probabilmente la meno importante .

Sono partito con un gruppo di persone che conoscevo e che, in questi giorni, ho avuto la fortuna di conoscere meglio. Succede quando si trascorre del tempo insieme fuori dalle abitudini: le conversazioni si allungano, si ride, si condividono attese ed emozioni. Si scoprono lati delle persone che nella fretta di tutti i giorni rimangono sullo sfondo.

Ed è lì che cogli il valore della squadra e del gruppo.

La corsa sembra uno sport individuale. Il fiato è il tuo, le gambe sono le tue e nessuno può affrontare la fatica al posto tuo. Ma avere qualcuno con cui condividere un obiettivo cambia il modo in cui lo vivi. Sapere che gli altri capiscono quell’emozione, perché la stanno attraversando anche loro, ti fa sentire parte di qualcosa. E la felicità del risultato cresce quando puoi condividerla.

Di questi due giorni mi restano anche alcuni momenti più raccolti, qualche conversazione e momenti che avrei voluto durassero ancora, la naturalezza di stare bene. Piccole cose che tengo per me, ma che hanno reso questa due giorni sostanzialmente unica.

Credo che certe occasioni vadano vissute così: appieno. Con la voglia di esserci, di conoscere, di lasciarsi sorprendere. A volte siamo talmente concentrati su quello che dobbiamo fare dopo da non accorgerci di quanto abbiamo intorno. Questa volta sono contento di essermi goduto il viaggio, le persone e tutto quello che è successo intorno alla gara.

Poi c’è la corsa, che ogni volta riesce a insegnarmi qualcosa. Ti insegna che la fatica esiste e va attraversata. Puoi prepararti, dosare le energie, cercare il tuo ritmo, ma arriva comunque il momento in cui devi decidere come affrontarla. Un chilometro alla volta, senza pretendere di sentirti sempre forte.

Nella vita mi sembra accada spesso la stessa cosa. Ci sono periodi in cui ti impegni e i risultati tardano ad arrivare. Giorni in cui senti soprattutto il peso delle cose, in cui fai fatica a capire se stai andando nella direzione giusta. E allora è facile dimenticare quanto hai già fatto, quanto sei cambiato, quanta strada hai percorso.”

Chiara ha vissuto così il suo “battesimo” in laguna:

“Il fascino mozzafiato di Venezia, la Serenissima, il tifo contagioso del pubblico, l’adrenalina pre gara a mille, 25.000 iscritti e la gioia immensa di poter dire IO C’ERO.

È proprio questo che mi sono portata a casa dalla Venice Marathon. Perché si, il pettorale, la medaglia FINISHER che ti consegnano al traguardo, il pacco gara con tutti i gadget sono un bel bottino, ma mai quanto i ricordi che ti porti dentro. L’entusiasmo e l’emozione di averla vissuta fino in fondo indossando i colori della tua squadra. Tagliare il traguardo, riprendere fiato e subito correre in postazione per fare il tifo ai propri compagni, quasi a ricordare che dopotutto la corsa non è solo uno sport individuale, se lo vivi in squadra.

É proprio vero che “You’ll never run alone”♥️

È stata la mia prima mezza da quanto mi sono unita all’ARIES Team. Senza dubbio non la dimenticherò e sarà il mio trampolino di lancio per correrne altre. Perché in fondo tagliare il traguardo può voler simboleggiare la fine, ma non è altro che un invito a un’altra avventura”.

Ma anche Guido ha la sua Venezia da raccontare, con amici e famiglia e “bandelletta” al seguito:

Venezia: la mia prima non-maratona

Questo 2026 sta per concludersi, ma…. ho l’impressione che noi di Aries abbiamo ancora tante cose da raccontare!!! #staytuned

 

Corri con Aries!

Synlab Lake Como Half Marathon – RUN IN COMO